Tentata vendita: come si gestisce oggi, dal furgone ai documenti
La tentata vendita è la forma di vendita in cui l'agente parte col furgone carico e vende direttamente dalla merce a bordo: il cliente vede, compra, riceve e spesso paga sul posto. È la norma in settori come l'alimentare trasformato, dove il giro visita e la consegna coincidono.
Chi la fa conosce anche l'altra faccia: è il mestiere più operativo del commercio e il più carico di carta. Ogni fermata genera documenti, incassi, resi e scarichi di merce, e a fine giornata qualcuno deve far quadrare tutto: quello che è partito, quello che è stato venduto, quello che è rientrato, quello che è stato incassato.
Vediamo come funziona il ciclo, dove nascono gli errori e cosa cambia quando la carta esce dal giro.
Il giro, com'è davvero
La giornata di tentata vendita ha una struttura fissa. Si parte dal carico: il furgone viene riempito con la merce del giro, documentata, e da quel momento è un piccolo magazzino viaggiante, con le stesse esigenze di controllo del magazzino principale. Seguono le fermate: a ogni cliente l'agente propone, il cliente sceglie dalla merce disponibile, e la vendita si chiude lì, con documento emesso sul posto, spesso l'incasso, a volte un reso da ritirare. Al rientro si scarica l'invenduto, si consegnano documenti e incassi, e si quadra la giornata.
In mezzo, il repertorio degli imprevisti: il cliente che paga metà in contanti e metà "la prossima volta", il reso di prodotto in scadenza, la promozione decisa sul piazzale, il punto vendita aggiunto al giro alle undici.
I documenti
Il nodo documentale della tentata vendita nasce da un fatto semplice: la merce viaggia prima di essere venduta, quindi viaggia accompagnata da un documento di trasporto e i documenti di vendita si emettono strada facendo.
La prassi consolidata, fondata sulla disciplina dei DDT (DPR 472/1996), funziona così: alla partenza si emette un DDT con causale da tentata vendita che copre tutta la merce a bordo; a ogni vendita si emette il documento per il singolo cliente; al rientro il quadro si chiude, con partito, venduto e rientrato che devono tornare.
Con la fatturazione elettronica la sostanza resta e cambia il ritmo: i documenti di vendita vanno emessi con dati corretti e trasmessi nei termini, e il "sistemo tutto venerdì" ha perso il suo margine di tolleranza. È il punto in cui la gestione su carta mostra la corda: blocchetti compilati sul cofano, ricopiati la sera, con gli errori di trascrizione che finiscono dentro documenti fiscali.
Una cautela doverosa: regimi, corrispettivi e casi particolari dipendono dal tuo inquadramento, e su quelli l'ultima parola spetta al commercialista. Qualunque sia il tuo regime, però, i dati devono nascere giusti sul piazzale.
Incassi e resi
Chiedi a chi gestisce una rete in tentata vendita dove perde il sonno, e le risposte sono due.
Gli incassi: la tentata vendita è uno degli ultimi mestieri dove il contante circola davvero. Ogni agente rientra con un misto di contanti, assegni, pagamenti parziali e sospesi, e la riconciliazione tra venduto e incassato, fatta a mano su distinte di carta, è il punto dove nascono ammanchi e discussioni. Bastano dieci fermate e una giornata lunga.
I resi: prodotto in scadenza, invenduto del cliente, merce danneggiata. Ogni reso ritirato sul piazzale deve rientrare nel circuito documentato — scaricato dal cliente, ricaricato a magazzino o avviato alla distruzione. Un reso gestito a memoria diventa una giacenza che diverge e, nell'alimentare, un problema di tracciabilità. Vale per il furgone quello che vale per il magazzino: la registrazione tardiva produce numeri sbagliati, solo che qui il magazzino ha le ruote.
Cosa cambia col digitale a bordo
Il salto della tentata vendita digitale sta in un principio: ogni fatto viene registrato dove e quando accade.
Il carico del mattino diventa la giacenza del furgone, e l'agente sa cosa ha a bordo per davvero. La vendita si chiude alla fermata: articoli, quantità, prezzi e promozioni di quel cliente, documento emesso lì, corretto alla fonte. L'incasso si registra com'è avvenuto: contanti, assegno, parziale. Il reso entra nel circuito al momento del ritiro, con la sua causale. E la quadratura serale diventa la somma di quello che è già stato registrato.
Per l'azienda: documenti fiscali che nascono giusti, incassi riconciliati per fermata, giacenze di furgone e magazzino allineate ogni sera. Per l'agente: rientra prima.
Un confine da tenere fermo: la tentata vendita è vendita dalla merce a bordo. Se i tuoi agenti raccolgono ordini da consegnare dopo, quello è un altro processo, con altri strumenti. Molte reti fanno entrambe le cose, e hanno bisogno di strumenti che coprano entrambe.
Le domande che ci fanno più spesso
Cos'è la tentata vendita?
È la vendita in cui l'agente viaggia con la merce a bordo e vende durante il giro: il cliente sceglie, riceve e spesso paga sul posto, senza ordine preventivo. È diffusa soprattutto nell'alimentare e nei prodotti a riordino frequente.
Come funziona il DDT nella tentata vendita?
Alla partenza si emette un documento di trasporto con causale da tentata vendita per tutta la merce caricata; a ogni vendita si emette il documento per il singolo cliente; al rientro si quadra il giro tra venduto e invenduto. Per i dettagli del tuo regime fiscale, il riferimento è il commercialista.
La fatturazione elettronica si applica alla tentata vendita?
Sì, come alle altre vendite tra aziende: i documenti emessi durante il giro confluiscono nel circuito elettronico con dati corretti e nei termini previsti. Per questo la compilazione a mano sul piazzale, con ricopiatura serale, è diventata il punto più fragile del processo.
Come si gestiscono gli incassi nella tentata vendita?
Registrandoli alla fermata, nella forma in cui avvengono: contante, assegno, parziale, sospeso. Quando la quadratura serale è la somma delle registrazioni fatte sul posto, ammanchi e discussioni spariscono.
Serve un software per la tentata vendita?
Sopra poche fermate al giorno conviene: carico documentato, vendita e documento emessi sul posto, incassi e resi registrati alla fermata, quadratura automatica al rientro. Con pochi clienti, un processo su carta molto disciplinato può reggere, pagando ogni sera in tempo di quadratura.
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